La diMina Commedia

Dantedì

Il Dantedì nel giorno di Mina. Cosa lega il sommo poeta alla “Tigre di Cremona”? Il giorno innanzitutto. Il Ministero dei Beni Culturali ha scelto negli scorsi mesi il 25 marzo come data da dedicare a Dante Alighieri. Il motivo è che in questo giorno si presuppone inizi il viaggio raccontato nella Divina Commedia con la discesa agli inferi.  Immagine che sembra fatta apposta per un pianeta oggi martoriato dal coronavirus. Un capolavoro senza tempo che ha influenzato la società contemporanea italiana, ma non solo, a livello letterario, sociale, culturale, politico, religioso. Nulla può tirarsi fuori dall’esperienza onirica ultraterrena fatta da Dante in compagnia di Virgilio.

Come ha scritto il giornalista e saggista Mauro Baudino sulla Stampa e Il Secolo XIX:

Dante con la Commedia, e in genere con tutta la sua opera, è diventato nei secoli – e per riprendere un po’ abusivamente un’idea critica tipica della letteratura americana – il Grande Romanzo Italiano: proprio lui che, come ci ricorda ancora Ferroni, “non aveva nulla di romanzesco”. (via Anteprima di Giorgio Dell’Arti)

Da De Andrè a Bob Dylan

Dante Alighieri ha ispirato anche il pop/rock del Novecento. Non c’è solo Antonello Venditti, ad esempio, che lo cita in Notte Prima degli Esami. C’è Fabrizio De Andrè che scrive di “Dante alla porta di Paolo e Francesca” ne Al Ballo mascherato. Franco Battiato, in Testamento, dopo aver scritto che “Cristo nei Vangeli parla di reincarnazione” riprende la nota lirica dantesca “Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtude e canoscenza”.

Il professor Roberto Vecchioni ha intitolato una sua canzone Alighieri in cui spiega i canti i canti XV, XVI, e XVII del Paradiso. Vai in Africa, Celestino! di Francesco De Gregori è probabilmente dedicata a Papa Celestino V che Dante mise nell’Antinferno. Francesco Guccini in Odysseus canta di Ulisse nell’Inferno della Commedia. Persino Bob Dylan sembra chiaramente riferirsi al poeta fiorentino in Tangled Up in Blue quando scrive:

Then she opened up a book of opens and handed it to me. Writter by an italian poet from the thirteenth century (Quindi aprì un libro di poesie e me lo porse, scritto da un poeta italiano del tredicesimo secolo)

La canzone è inserita nell’album “Blood on the tracks” che sembra la descrizione dei vari gironi infernali, con il sangue delle anime che vagano dannate in luoghi macabri e desolati.

Minadì

Non solo Dantedì, però. Il 25 marzo è anche la data in cui Mina Anna Maria Mazzini compie 80 anni. Ritiratasi dalle scene dall’agosto 1978, Mina rappresenta ancora oggi una delle migliori voci della canzone italiana, avendo interpretato decine di successi in Italia e all’estero. Tra questi c’è “La mente torna” di Mogol e Battisti del 1972. Un brano meno noto rispetto ad altri, ma che secondo lo studioso di Dante, Franco Nembrini, rappresenta la sintesi più efficace del viaggio nella Divina Commedia.

Quando ho sentito questa canzone da profano della musica ho detto subito “È lei”. Mi sembra potentemente sintetico della vita di Dante e del messaggio della Divina Commedia. Io voglio vivere, voglio vivere per me: definisce il desiderio che abbiamo tutti, di poter vivere bene, alla grande. Scoprire quel che c’è: il desiderio di scoprire qualcosa di certo sulle cose, sulla realtà, sugli affetti, su quel che accade, l’amore, la misericordia. È questa la cifra della lettura della Divina Commedia.