L’antivirus

Amici Miei

Non abbiamo ancora un vaccino (e chissà quanto ci vorrà), in compenso ci consoliamo con gli antivirus. Non anticorpi che ci proteggono dal Covid19, ma i nostri comportamenti che provano a respingere il contagio evitando la congestione letale degli ospedali. È uno dei tanti temi che il coronavirus sta sollevando in queste settimane: come affrontare una pandemia in una società democratica? Possiamo davvero prendere come modello Cina e Corea del Sud in cui le normali repressioni alle libertà individuali sono elevate a potenza in questi mesi? Gli stessi modelli di mappatura dei movimenti presentano diversi problemi sia sull’utilità, che sulla privacy.

Epidemia e democrazia

Dunque una moderna democrazia può arginare, e si spera sconfiggere, l’epidemia con i due strumenti classici che il pensiero liberale conosce. La legge e la responsabilità personale. E se le conseguenze del primo sarà solo il tempo a determinarle, sul secondo possiamo iniziare a intravedere una deriva inquisitoria. Gli hashtag #stateacasa #iorestoacasa finiranno per diventare il trending topic di quest’anno. Un invito certamente spontaneo e in buona fede che però ci sta trasformando in un Paese di delatore.

Stiamo salendo ogni giorno sul pulpito per predicare e giudicare (tendenza non nuova, in realtà). E passi se sono le istituzioni a farlo. Ma, come in una profetica puntata di Black Mirror, ci siamo armati di smartphone, fotografiamo (e/o riprendiamo), postiamo e scateniamo una shit storm appagante. Lo facciamo per noi giusti contro gli incoscienti che alla fine saranno i veri responsabili di questa storia. Perché, come in ogni narrazione che si rispetti, abbiamo bisogno di un nemico concreto da annientare dovendo oggi combattere contro un male invisibile.

Il cellulare è la divisa con cui regoliamo l’ordine dal balcone di casa. Solo che non procediamo poi con le denunce, ma affolliamo facebook e whatsapp con video pieni zeppi di punti esclamativi. Il punto è che non conosciamo realmente chi abbiamo di fronte, come altre volte invero. Se in alcuni casi possiamo condannare con relativa certezza il presunto untore infedele (e comunque non spetterebbe a noi farlo, ma tant’è), dall’altra che cosa sappiamo davvero di lui? Se stava andando a lavoro (secondo i dati di UnionCamere sono mezzo milione gli esercizi commerciali aperti con 800mila dipendenti), in ospedale, da un genitore anziano o a fare la canonica spesa? Ovvero le eccezioni accolte nell’autocertificazione prevista dal governo per gli spostamenti.

Verranno a chiederti l’autocertificazione

Strano che questa inclinazione al rispetto ortodosso delle regole (che in altre parole risuonerebbe anche un po’ fascista) avvenga in un Paese tradizionalmente allergico all’osservanza della legge. Che bello sarebbe se questa riscoperta dell’ordine avvenisse anche, per esempio, con il pagamento delle tasse, il codice della strada, le basilari norme di comportamento sulle file da rispettare.

Oltretutto, foraggiata da un’informazione che ama ricamare i dati a proprio piacimento, questa caccia all’untore è smentita dai numeri. Come fa notare Mattia Feltri sulla Stampa:

Poiché i controlli sono stati una quantità enorme, un milione e 25 mila, a me piuttosto stupisce che fossero in regola in più di 980 mila. Oltre il 95 per cento

Ciò significa che abbiamo imbastito un processo sommario su una percentuale inferiore a 5 su 100. Da limare e tagliare, certo, ma a leggere alcune bacheche social o ad ascoltare altri servizi televisivi confezionati ad arte le proporzioni sembrerebbero capovolte. Ancora Feltri:

Immaginate che sarebbe dell’Italia se le leggi e le ordinanze fossero rispettate dal 95 e passa per cento dei cittadini. Se pagasse il fisco il 95 e passa per cento dei cittadini. Sarà soprattutto la paura ma non s’era mai vista una tale adesione, da definirsi prussiana, alle disposizioni statali. Non si vuole esagerare in ottimismo ma, fatta l’Italia, il virus ha (almeno provvisoriamente) fatto gli italiani.

Si dirà, sulla base di sensazioni personali: migliaia di persone vagano senza che nessuno le controlli e sfuggono ai numeri ufficiali. Probabile, forse, visto che è una considerazione basata sulla propria esperienza e non può essere estesa con un clic a campione nazionale (del tipo: vedo uno che passeggia sotto casa, pur non sapendo nulla del perchè lo faccia, allora accade in tutta Italia). E’ però immaginabile militarizzare le strade con il poliziotto di portone? Accade nei totalitarismi. A meno che non pensassimo di sospendere lo Stato democratico in nome dell’emergenza. Solo che in questo caso entreremmo in un tunnel molto pericoloso dal quale sarebbe poi difficile uscire. Ecco perchè il tema di fondo, al pari della legge, resta quello della responsabilità. Anche delle Corti d’Appello insediatesi sui balconi.

Sconfitto il Covid19, disinstallato l’antivirus, si tornerà alla normalità di sempre. Quella di auto in doppia fila, di fatture non fatte, di cinture dimenticate, di allegre supercazzole.